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Comunque comunque no la morte non è una livella. Magari dopo la morte siamo livellati una volta morti siamo “terra pe’ ceci” “all’alberi pizzuti a fa tera pe’ceci come ninetto fece è morto e non c’è più (….)” …m’hanno
seppellito vivo…. e pure male…. ma in quel momento in quel fottuto fottuttissimo momento no nessuna morte è uguale a un’altra. Forse ci sono i momenti giusti per morire “Forse perché della fatal quiete tu sei l’imago a me sì cara vieni o sera” quando
la luce se ne va il giorno che muore all’uscita dei lavoratori dalle fabbriche le luci gialle che tagliano trasversalmente il cielo e la strada, e le figure che escono e si allontanano, la macchina e il traffico che li accolgono oppure -alle 4 di un piovoso pomeriggio invernale un luna park di periferia tra le pozzanghere le giostre le facce livide alzi le mani e ti urli dentro: OK, OK per me può anche finire qui o forse i momenti giusti sono i momenti esattamente all’opposto quando la luce e la vita esplodono un bel fottuto momento sulle colline intorno a Madrid un bel giorno di primavera del 1936 l’aria frizzante il profumo dei fiori il canto degli uccellini e una colonna fascista che ha occupato un paesino che si deve riprendere ti
getti da solo all’attacco pensando all’immortalità delle tue idee e una raffica di mitragliatrice RATTATATARATTATATA i momenti giusti dalla parte giusta…. Quindi anche se, magari, per un insieme di casualità Carlo Giuliani si è trovato quel 20 giugno in quel corteo, colpito dalla polizia in maniera preorganizzata, feroce e violenta come tutte le persone colpite ha reagito, sul momento, e trovandosi, sul momento, armato solo delle proprie convinzioni, non avendo avuto alcun addestramento a subire ingiustizie, non ricevendo alcun denaro per svolgere la propria funzione, ha reagito con quello che trovava a portata di mano e ha sollevato quell’estintore che ognuno di noi avrebbe sollevato. Trovandosi dall’altra parte un carabiniere che magari era lì solo per soldi magari non era stato addestrato a controllare le proprie reazioni magari non avrebbe dovuto essere armato ma era armato, ha sparato, lui, o chi per lui, e ha ucciso, lui o chi per lui. E’ anche lui una vittima? Come aveva dichiarato a caldo il
papà di Carlo Giuliani. Chissà.
Certo,
un giorno, anche lui morirà. E forse allora, dopo, lui e carlo saranno uguali livellati terra’pe ceci ma il suo fottuto momento quando avverrà mai e poi mai sarà uguale
quando il passamontagna e la testa di carlo sono diventati una fontanella di sangue e niente è stato più come prima e niente sarà più come prima
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